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Formazione, serve più modernità: le misure legislative all'orizzonte

Torna indietro  Ottobre 2018sabato 27 ottobre 2018

 

 

Il rapporto tra formazione e lavoro è in continua evoluzione e negli ultimi anni è cambiato radicalmente sulla scia dei mutamenti che si sono registrati nella società. Si discute da tempo dell’esigenza di arrivare a sintetizzare una nuova declinazione di formazione che possa essere più adatta alla contemporaneità che stiamo vivendo.
Il concetto di partenza è sempre il medesimo: la formazione, da intendersi come quella che si snoda sui vai percorsi accademici ed affini, in ambito professionale, è la base sulla quale poggia il futuro lavorativo di una società. Di conseguenza è preminente l’impellenza di organizzare al meglio la didattica per renderla adatta al mercato del lavoro attuale così da riuscire a valorizzare al meglio il capitale umano a disposizione.

La formazione deve adeguarsi ai nuovi bisogni

Per rispondere ai nuovi bisogni che si avvertono a livello di società è fondamentale partire proprio dalla base, quindi dalla formazione. Servono, in sostanza, figure professionali che possano collocarsi in modo più produttivo all'interno di una società che è cambiata e con essa anche tutto il ciclo di produzione.
E questo anche a costo di togliere spazio a figure professionali classiche, di sicuro fascino ma che oggi sul mercato lavorativo hanno meno richiamo. In sostanza è necessario spingere su concetti come alternanza scuola lavoro, industria 4.0, formazione professionale tramite piattaforme di e-learning. Tutte realtà che sono ‘spinte’ anche a livello Ue dalla Commissione Europea per garantire un futuro più sicuro alle nuove generazioni.

Formazione 4.0 e Industria 4.0

La Legge di Bilancio 2019 prevede la proroga degli incentivi sulla formazione 4.0, una nuova tipologia formativa necessaria proprio per approcciarsi in modo più efficace alle moderne filosofie di lavoro, sempre più basate sul multimediale. Si parla non a caso anche di industria 4.0, indicando con questo termine l’automazione industriale nell’ambito delle realtà produttive.
Un’equazione quindi che prevede da un lato il ricorso sempre più frequente a tecnologie multimediali nel mondo del lavoro e che quindi implica, dall’altra parte, la predisposizione di percorsi formativi 4.0 per preparare figure professionali in grado di inserirsi in tale cornice. Un circolo virtuoso da mettere in atto nel quale formazione e lavoro si inseguono in un gioco di causa ed effetto.

Incentivi per le imprese

Per il 2019 dovrebbero quindi essere prorogati gli incentivi sulla formazione 4.0 così come quelli all’industria 4.0: d’altra parte si è tutti concordi sul fatto che, in ottica di una digitalizzazione sempre più marcata, l’aspetto formativo sia assolutamente strategico.
Un percorso che deve vedere la piena partecipazione anche da parte delle industrie stesse e delle realtà produttive in generale perché non sempre queste si adeguano andando ad investire in tecnologie multimediali di ultima generazione.
Spesso dietro a tale negligenza c’è anche una mancanza di conoscenza, nel senso che le aziende stesse non sanno ancora bene di cosa si stia parlando pur se negli ultimi due anni la percentuale di chi ignora del tutto il significato di questi concetti si è abbassata di molto.
Una volta che queste parole entreranno in pianta stabile nel vocabolario quotidiano per ogni realtà produttiva, si dovrà procedere con investimenti in strumentazione adeguata ed infine nella formazione delle competenze. Formazione, quest'ultima, oramai indispensabile!